Ora mi volete spiegare perché per installare JAVA su windows devi fare solo avanti avanti avanti porcoddio e per istallarlo su ubuntu sto smadonnando da 2 ore senza trovare una soluzione?
Dopo una serie infinita di manuali spulciati su internet, dopo un egregio numero di comandi scritti a CAZZO, dopo aver installato tutti i pacchetti possibili immaginabili della madonna addolorata, dopo una serie di bestemmie da far spavento a Germano Mosconi, qualcuno mi illumina sul perchè sono così bionda da non riuscirci?
Sembra amica ed accogliente, ma in realtà sta pensando se per caso non le farai le scarpe, o se le puoi venire bene.
Roma è da sempre abituata al potere e funziona come una corte. Migliaia di corti più o meno grandi che ruotano attorno ai sovrani di turno.
A Roma nessuno fa un lavoro normale: sono tutti registi, aiuto registi, attori, pittori, musicisti, redattori, cineasti, poeti, soubrette, ballerini, sceneggiatori e chi più ne ha più ne metta.
Magari lavorano in un bar o alla cassa di un supermecato, ma quello è sempre un impiego temporaneo… se chiedi cosa fanno citano l’appartenenza ad una corte, non dove vivono o come si guadagnano il pane.
È passato più di un anno da quella mail. È passato più di un anno dal mio arrivo in questa città.
Per quanto mi sforzi non riesco a vederla diversamente.
Un anno e passa di Roma hanno messo a dura prova il mio sistema nervoso.
Per inseguire qualcosa mi sono persa. Ho perso di vista chi sono e da dove vengo
Sono cose che succedono.
Ho perso di vista quello che amo e ho rinchiuso la nostalgia in un angolo del cervello, per non darle più peso.
Quando ero piccola non capivo bene il meccanismo del “telefono senza fili”. Per me era incomprensibile che partendo dalla parola “Topo” si potesse arrivare alla fine del gioco a “cazzi in culo rotanti”.
Non avevo la malizia di storpiare quel che sentivo. È una cosa che mi rimane addosso anche adesso.
Quando si diventa grandi, il gioco del telefono senza fili rimane immutato.
Cambia nome. E secondo me diventa un po’ “Dagli all’untore”. Il più vecchio gioco di società che ha ispirato fior fior di serie, a Beautiful a Centovetrine, da Un posto al sole a Beverly Hills 90210.
Essendo io un soggetto piuttosto incasinato nella gestione dei rapporti umani mi espongo facilmente a questo gioco.
Ecco che così quando ho detto SCENDO A COMPRARE IL PANE finisce che a qualcuno arriva che ho detto di lui che “è un bastardo cane infame”.
Non è che io sia un angelo sceso dal cielo. Mi sa che è più corretto dire che sono un’appartenente alla schiera di quelli decaduti. Va bene.
Però mi capita molto spesso di non capire le regole del gioco o di perdermi per strada perchè mi sfuggono una serie di meccanismi.
Mi sono ritrovata davvero dispersa. Non mi ricordavo chi sono quando mi alzavo dal letto. Non me lo ricordavo quando andavo a dormire.
Ho cercato di assomigliare a qualcosa che non sono per il bene comune. Ho cercato di imbrigliare il mio caos. Mi sono frustrata. Fustigata. Ammansita.
Francamente non mi è servito ad un cazzo.
Poi camminando per le strade di Roma sono riuscita a rincontrare le persone che ho lasciato tempo fa, mi sono ricordata di cosa amo. E non mi ha fatto paura.
Amo la mia solitudine, la feccia che mi abita l’anima. Il mio sangue nero di veleno.
Amo il mio caos, in cui mi muovo saltellando come una vecchia pazza sotto la pioggia.
Amo la mia storia di merda, i passaggi feroci della mia vita.
Amo il frutto di quello che sono.
Amo la potenza di quello che posso diventare.
Ma quello che amo più di tutto quanto è la consapevolezza e il desiderio del momento in cui tutto quello che sono stata, tutti i mostri che vedo quando mi guardo allo specchio non saranno più parte di me.
Amo il giorno in cui chiuderò tutto questo in uno stipone e non camminerò più per mano al mio io mostruoso.
La via di uscita da questo fiume di merda è sempre in fondo a destra.
Sopravvivere ai trasporti pubblici di Roma è un’arte che va affinata.Uno dei motivi principali è la “frequenza” con cui riescono a non passare.
Facciamo un esempio: l’unica linea bus che passa vicino a casa mia è il 906. Transita ogni 30 minuti circa. Che a volte sono 45 - 50, che a volte sono un bus dietro l’altro e tu li perdi tutti e due tra le bestemmie e rimani incastrata in culonia a fare le ragnatele alla fermata del bus.
Ora qualcuno può spiegarmi due cose?
Come cazzo si fa a programmare una linea urbana che passa DUE volte all’ora? (e come si fa a non morire di emorroidi per questo motivo?)
In base a quale cazzo di algoritmo queste DUE volte all’ORA riescono ad essere TRE e poi ZERO (esempio stamattina ho aspetato il bus 55 minuti. vuol dire che non passava da un’era geologica.)
Un’altra cosa a cui bisogna sopravvivere è la metropolitana. Soprattutto bisogna sopravvivere ai PRIMATI che ne usufruiscono.
Facciamo una piccola serie di esempi:
Gli esseri sottosviluppati che usano questo mezzo di trasporto riusciranno ad incrementare la loro velocità fisica del 600% per accapparrarsi un posto a sedere (producendo anche scene ridicole del tipo 4 persone sedute una sopra all’altra, e litigi su quale di questi aveva visto il posto)
Gli stessi esseri, che da ora in poi chiamaeremo homo primates insanpiens* riusciranno ad aumentare il loro volume almeno del 200% nel caso il posto a fianco a loro sia libero (questo in modo da avere più spazio per loro, e non far sedere nessuno accanto, per chi ha già un volume discretamente ampio basta allargare le gambe, mentre per gli altri soggetti basta appoggiare un numero spropositato di borse, sacchetti e stronzate accanto a sé in modo da occupare il posto nel menefreghismo più totale).
Gli homo primates insapiens, per i fatti del punto 1, sono perfettamente in grado di ostruire le porte di uscita dai vagoni, occupando interamente la banchina e impedendo ai viaggiatori di scendere spingendoli a spallate all’interno del vagone (producendo uno spappolamento collettivo di organi interni e un rovesciamento degli organi genitali)
Questa specie, inoltre, è in grado di affollare - in modalità gregge - le scale mobili di una qualsiasi stazione metro, in modo da non facilitare il passaggio a piedi di chi magari ha bisogno di risalire la scala senza aspettare che il branco venga vomitato lentamente al piano superiore (facciamo l’esempio di qualcun* che scende a Termini e deve correre per prendere il treno?).
Per le prerogative descritte nel punto 4 gli stessi esseri riusciranno a creare congestionamenti di folla all’uscita delle stazioni o nei corridoi dello stesso snodo di Termini.
All’interno della metropolitana di Roma l’ossigeno è una leggenda (metropolitana giustappunto).
Un’altra prerogativa spettacolare dei mezzi pubblici romani è quella si assomigliare spesso e volentieri a dei cassonetti di rumenta con le ruote.
Inoltre (sempre per un algoritmo a noi ancora sconosciuto) autobus e tram riescono ad impiegare dei tempi ultradimensionali per percorrere distanze brevissime (ad esempio per percorrere 3 km nel tessuto cittadino posso impegare all’incirca 35 - 40 minuti).
Per concludere è anche il caso di considerare gli autisti di queste vetture: nella maggior parte dei casi sono in grado di:
chiuderti le porte in faccia dopo averti visto rincorrere il bus battendo il record mondiale sui 200mt ad ostacoli,
sbagliare il percorso della linea ed esibirsi in improbabili inversioni a U in strade a senso unico,
saltare direttamente una o più fermate della linea (questo capita sovente il fine settimana a ridosso dell’orario della partita).
Per sopravvivere all’utilizzo dei mezzi pubblici romani (anche noti come ATAC) è importante aver ben presente queste nozioni, e girare armati di un sacchetto di improperi inesauribile).
*ovviamente non è un latinismo ed è traducibile come “scarti dell’evoluzione umana”
Questo disegno è stato fatto, per Collane di Ruggine,un’accozzaglia di intenti e progetti che hanno trovato una scusa per lavorare insieme.
Il principio che sta alla base di tutto e’ quello dell’autoproduzione, del Do It Yourself, facilitato dalla coproduzione, un metodo tutto interno al D.I.Y che si sta diffondendo specialmente negli ultimi anni, e finora e’ rimasto legato quasi esclusivamente alle autoproduzioni musicali.
Infatti come dicono gli stessi coproduttori di Collane di ruggine “Si tratta di sporcarsi le mani, di mettere in gioco cervello sangue e cuore senza rimanere lontani ad osservare futuri disegnati da altri.”
Per questo sono molto contenta di collaborare, anche se solo con un disegno, e sopratutto di spingere questo progetto di “editoria” alternativa. Quando meno partecipata e viva.
Andate, cercate la ruggine in giro.
Probabilmente ci troverete questi droidi all’interno del numero 1 che uscirà a breve. Forse non ce lo troverete visto che ho consegnato con un ritardo che fa paura anche a trenitalia…
Almeno ci ho provato…
Ps. per la realizzazione di questo disegno devo ringraziare almeno tre persone, ma non so se è il caso di dire i loro nomi. Non so se vogliono mischiarsi al risultato… Se capiterà ve li dirò ;)
Per lavoro sto seguendo un’interessantissima lezione di Diritto Ecclesiastico. Così interessante che sto guardando fuori dalla finestra e conto le gocce di pioggia che cadono per calmarmi e passare il tempo.
Così imparo cose fondamentali per la mia esistenza.
Che nelle classi dei paesi arabi c’è il Crocifisso e nessuno si lamenta [SIC!!!]
Che il fenomeno del laicismo si premura di mettere le religioni una contro l’altra: eliminando i simboli religiosi dai luoghi pubblici elimina la conoscienza delle religioni, e così, genera una situazione di ignoranza che come diretta conseguenza ha lo scatenarsi della violenza e la trasformazione delle religioni in fondamentalismi. [SIC!!!]
Non solo: la parità tra uomini e donne è reale, ma, le donne non possono essere accolte nel culto sacerdotale è la scelta degli apostoli da parte di Jesus è chiara: solo uomini.
Che il padre della genetica è un uomo di Chiesa Cattolica, emarginato poi scientificamente in quanto tale (ma non rinnegano Darwin e compagnia bella?! non hanno le idee vagamente confuse sulla scienza? no eh?!).
Il 2009 non inizia sfavillante. Sicuramente pieno di buoni propositi. Questo sì. Sicuramente con la frase retorica “Ora cambierò tutto. Mi sono strafracassata le palle che la mia vita non vada come dico io. Ora cambio tutto. Ricomincio da capo e sarà fantastico.”
Invece serenamente continua ad andarsene a cazzi suoi.
Con tutta la poesia del mondo.
Non provo nemmeno a tirare le somme sull’anno passato.. forse perchè non so contare, forse perchè non sono davvero concentrata.
Forse è meglio dire che sono concentrata su altro..
Bhe l’aspettavo Isanae. Mi stupivo di aver dormito più o meno come una persona normale per tutto l’inverno.
Non succedeva da 9 anni..
Dire che non me l’aspettavo sarebbe mentire in maniera spudorata. Infatti eccola qui che mi pesa sulle spalle.
La prima notte insonne del 2009, la mia piccola maledizione che mi stravolge, più delle sfighe quotidiane..
Siamo insieme, mentre sceneggio una storia, mentre perdo tempo a giocare a Mahjongg e mi batto e strabatto il record di 58 secondi..
Non ho altro da dire.
Non ho voglia di raccontare.
Non mi va di farvi ridere.
A volte succede, mentre rotola via qualcosa, di sorridere in faccia all’insonnia, di prepararsi un caffè ed iniziar così la settimana.