Arrivare a Lucca già di suo era diventata una barzelletta. Come al solito.
La mia capacità di gestione delle situazioni spesso e volentieri rasenta il NULLA.
Dopo la simpatica doccia romana di martedì mi son passata due giorni di dolce cara febbre.
Venerdì presa da una incredibile voglia di vivere perdo il treno per Firenze.
Il piano originale era questo:
Venerdì sera arrivo a Firenze
Incontro con Duccio e i suoi umani.
Sabato Lucca, e incontro con il Fratucchio
Sbronza per Lucca
Rientro a Firenze e ritorno a Lucca domenica per ritornare a roma con Fratu e cognatina.
Decido di partire sabato mattina, l’incoveniente è la mia sensiblità alla vita sociale alcolica.
Avendo il cervello che funziona solo nei tempi dispari, mi ingoio un cantina intera e rientro a casa alle sei del mattino in coma etilico avanzato. Svengo 4 ore. Abbastanza da perdere per l’ennesima volta il treno. Dispenso pezzi di anima a conati di vomito. Rutto. Bestemmio e la sera arrivo a Firenze.
Domenica riesco a farmi partire il treno per Lucca sotto il naso. E Dio morto con le mosche in bocca però! Sono davvero un genio del male!. Arrivo al Lucca Comics solo a metà pomeriggio, non vedo praticamente una cippa di cazzo, non mi sbronzo, invoco la Siberia per tutti i cosplayers e riparto dopo due ore verso Roma scroccando un passaggio ai primi stronzi che passano (che poi scopro nel viaggio che sono tutto tranne che stronzi ma che invece me so’ pijiata bbene assai)
Alcuni estratti dell’odissea del ritorno:
Frammenti e 4 dita in culo (una poesia)
Bestemmie barzellette e noi fermi a far benzina. Milan/Napoli e noi che capiamo solo che il Napoli sta in dieci, Kakà sbaglia il rigore, sentiamo gridare GOOOL e vediamo gente che balla al distributore. “oh ha segnato il napoli, dieci secondi e tutta la partita! ammazza ahò!” No.. ha segnato Ronaldinho e noi non ci abbiamo capito un cazzo. ma fa lo stesso.
Porcoddio perchè non ti ci ho inchiodato io in croce.
Autogrill sucessivo e la bottiglia di VOV “Oh spostati sotto la luce che ti faccio la foto!” “Si ma sistema il bilanciamento del bianco” “Daniele fai la faccia da pin-up che poi gliela mandiamo!” E tutto il personale che entra e guarda questi tre cretini, e cuor di leoni mandano una fanciulla alta un metro e venti: “Ma non è che ci rompete la bottiglia?” “No, no stia tranquilla. E’ che dobbiamo mandare la foto ad un amico!” “Oh Cristian però se non metti il flash non funziona!” e via dicendo..
La macchina che profuma come un posacenere. Noi che a furia di dire stronzate e fumar sigarette perdiamo la voce.
Il viaggio più lungo della terra. Messaggi fuorivanti che danno indicazioni sbagliate sul nostro percorso.
Roma Est e i suoi gironi dell’infersno.
E poi mi devo imparare il romano, la LIS di come se danno le indicazioni a RRoma, e io che sto stravolta ma sto cazzo de post lo dovevo scrivè che se non lo trovano alle nove der mattino e me pijliano pe’ ‘na cazzara….
E va bene. Sono una cazzara. ‘mbè? Ho toccato il muretto e son tornata a casa.
E questo post è scritto de merda, sembra ‘na lista della spesa, ma sto a studià er Romano che sennò me cacciano o me corcano de botte
Se me so’ dimenticata qualcosa sticazzi. Arriverà.
PS. I miei compagni di viaggio erano Cristiano Armati e Daniele Magrelli. (Di cui non ho trovato un blog da linkare.) Segnalo anche Dario Morgante che rotola dal ridere al telefono mentre sparo stronzate sulle bionde e il mio neurone che è definitivamente migrato altrove.
“Attenzione! Per i nostalgici degli anni di piombo: Cristiano Armati firma i vostri proiettili allo stand della Purple Press.”
(E intanto ci passano le guardie davanti allo stand.. della serie siamo messi B-E-N-I-S-S-I-M-O!)
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