Entries Tagged as 'Cose da Bionda'

Ci sono molti modi

Sono anni che mi racconto la favoletta in cui sono diventata fredda.
Fredda come tutte le vendette che vorrei portare avanti.
Fredda e lucida. O meglio che vivo a mente fredda e sangue caldo, che ribolle e si scatena.
Sono anni che mi racconto questa serie infinita di cazzate.
Addirittura a un certo punto girava la “leggenda” che io non ce l’avessi più un’anima, che mi fosse stata strappata con un quarto di cuore e che fosse stata gettata in sul fondo di venticinque bottiglie di vino rosso.
Leggende nate sul fondo di una bottiglia, attaccate alle persone perché per è facile parlare di chi non riesce mai in nessun modo a mantenere un basso profilo nelle cose. Forse è pure divertente.
Invece pare che io di anima vera, non di anima da emo del cazzo, ne abbia ritrovata davvero parecchia in questi ultimi mesi.
Di quell’anima bella che ti rende per la prima volta protettiva nei confronti delle persone, che non vuole essere protetta ma vuole prendere per mano gli altri e portali in posti meno bui della mente.

Con l’arrivo dei miei 25 anni devo dire che ho sentito un cambiamento viscerale scuotermi.
Non voglio parlare però di come si cresce. Non è interessante e non è nemmeno sano farlo pubblicamente, dopotutto siamo noi a decidere cosa dare in pasto agli altri, e questo non fa parte di quello che ho deciso di dare in pasto alla gente.

Stasera fa fresco. Nelle notti estive, in genere, Roma è ancora più irrespirabile di quello che si possa immaginare.
Invece in queste notti è fresca, anche se il dolore delle vertebre fa subodorare un cambiamento di tempo…

In questa notte estiva però, mi sono trovata di nuovo davanti alla mia incompletezza. Quella per cui quando ti trovi da sola a dover considerare cosa stai facendo delle tue giornate e del tuo insieme, ti accorgi che ti mancano tanti pezzi.
Anche vuoi smetterla di raccontarti quanto ti manca la terra che senti come casa, quanto il fatto che in fondo alle vie e tra i palazzi, per quanto lo cerchi disperatamente, non ci sia mai il mare.
Anche basta direi.

Cosa mi manca?

Se mi si guarda da fuori, se mi guardo da fuori, sono quanto di meglio io sia mai stata. Ho un percorso professionale meraviglioso, e di questi tempi fare il lavoro che si voleva fare non è solo un lusso, è un surplus del lusso.
Nonostante il mio odio esasperato per la capitale ho incontrato decine e decine di persone per cui vale la pena vivere qui, anche se non ci sono mai veramente qui. Non ci sono con con l’anima, il cuore, la testa… ci sono con il corpo. Le poche volte che ci sono del tutto è nelle mani di poche persone, negli spazi che condivido con loro singolarmente, in un caffè all’ombra dei platani del viale sotto casa, in un altro caffè corredato da disegni, nelle storie che mi raccontano, nelle loro mani che si muovono davanti ai miei occhi mentre descrivono mondi e io, solo in quei momenti, per un attimo, sono qui. Veramente qui.

Stasera a un certo punto ho pianto. Di quel pianto senza lacrime che sa un po’ di felicità incompleta, di quel vuoto intorno che è riempito di mille oggetti che ho accumulato fino adesso, ho pianto di un sorriso pieno di saudade, per quella maglia nera sulla sedia dietro di me che assomiglia anche troppo alla mia gatta, per quel desiderio forte di avere attorno le persone di cui avverto veramente la presenza - e che in questo momento non possono esserci - ho pianto per questo limbo che sto vivendo che ancora non è il mio modo di essere felice, ma può iniziare ad assomigliarci…

Ci sono molti modi, credo, di accorgersi che si è davvero al mondo e non ci si trascina solo stancamente nelle giornate in una città sempre troppo estranea.

Forse ho pianto solo perché sono viva. Questo basta.

Diritto Ecclesiastico e altre cazzate.

Per lavoro sto seguendo un’interessantissima lezione di Diritto Ecclesiastico. Così interessante che sto guardando fuori dalla finestra e conto le gocce di pioggia che cadono per calmarmi e passare il tempo.

Così imparo cose fondamentali per la mia esistenza.

Come il fatto che Mosè era un grandissimo Legislatore, più di Hammurabi.

Come il fatto che San Francesco era un DonGiovanni con un cavallo al posto della Porche.

Che all’Università Cattolica che sta in Città del Vaticano esiste l’unica facoltà del mondo di Matrimonio e Famiglia. (E meno male…)

Che nelle classi dei paesi arabi c’è il Crocifisso e nessuno si lamenta [SIC!!!]

Che il fenomeno del laicismo si premura di mettere le religioni una contro l’altra: eliminando i simboli religiosi dai luoghi pubblici elimina la conoscienza delle religioni, e così, genera una situazione di ignoranza che come diretta conseguenza ha lo scatenarsi della violenza e la trasformazione delle religioni in fondamentalismi. [SIC!!!]

Che il povero Agostino d’Ippona non viene studiato molto in filisofia perchè è cattolico, e che nonostante tutto viene studiato in fisica, perchè il suo pensiero sta alla base della Teoria della Relatività di Einstein, ed in economia come primo ispiratore della Teoria del Plusvalore di Marx.

Non solo: la parità tra uomini e donne è reale, ma, le donne non possono essere accolte nel culto sacerdotale è la scelta degli apostoli da parte di Jesus è chiara: solo uomini.

Che il padre della genetica è un uomo di Chiesa Cattolica, emarginato poi scientificamente in quanto tale (ma non rinnegano Darwin e compagnia bella?! non hanno le idee vagamente confuse sulla scienza? no eh?!).

Ma sopratutto che la dichiarazione dei Diritti Fondamentali dell’Uomo è ispirata alla Bibbia.

Sento persino i Pollai che ridono fino in Alaska.

Commenti?

Tranquilli è solo uno stato d’animo.

Amelinda ieri sera ha rischiato parecchie volte la vita e il coma etilico.
Non che mi ricordi un granchè. Fino ad un certo punto tutto bene, poi il sacrificio del mio cervello in nome del mio dio alcolico.

Bho.

1. Mi ricordo: mi sono spogliata in mezzo al concerto per mettermi la maglietta nuova, con questa amica mia che mi rompeva il cazzo perchè ho le braccia da scaricatore di porto.

2. Mi ricordo che il mio concetto di linea retta era molto simile a x^3 (piccolo banalissimo test di mathemathicha per voi)

3. Mi ricordo che mi è stato offerto qualsiasi tipo di sostanza e di alcolico, e visti i risultati della serata devo aver accettato.

4. Mi ricordo che mi devo esser limonata tipo chiunque perchè stamattina mi sono svegliata con il senso di colpa.
Anzi ne sono sicura visti i punti 2 e 3.

5. Mi ricordo che mentre limonavo una schiera di amici in nome dell’ammore del mio dio cercavo di spiegare a tutti loro che io NON sono etero. (il che non è falso quando sono lucida)

6. Non mi ricordo assolutamente con chi mi sono menata. Ma oggi ho due dita gonfie e doloranti e me le sono fasciate.

7. Mi ricordo che non riuscivo a salvarmi il numero di telefono di uno di quelli che mi sono limonata e je ridevo in faccia sfacciatamente.

8. Mi ricordo che ho lasciato il telefono in macchina dell’amico mio che mi ha riaccompagnata a casa. Credo di aver baciato anche lui Vabbè.

9. Mi ricordo del rum che finisce nella mia birra, poi nella mia borsa che continua a puzzare malamente.

10. Mi ricordo che ho un ricordo ma non mi ricordo quale…

E fu così..

Che i SuperAmici mi hanno salvato la giornata.
Altro che super chicche!!!

Quando smetto di essere sbronza ve lo racconto e ci metto anche il link.

La verità è che sono una barzelletta.

Oggi sono finalmente andata ad iscrivermi alla Scuola Romana di Fumetti
Che emozione vedersi svuotare così il portafoglio in nome delle chimere! La mia iscrizione è sembrata davvero una barzelletta. Se va bene mi hanno preso per una scappata dal manicomio..
Ecco a voi il teatrino:

La segretaria prende il modulo di iscrizione.
Segretaria: “Nome?”
Amelinda dice il nome, e questa lo scrive sbagliato.
La segretaria prende un altro foglio.
S: “Nata a?”
A: “Padova il …”
S: “Residente a…?”
A: “Genova”
S: “Annamo bene.. e lavori a Roma?”
A:”Dovrei, in realtà gli ultimi mesi lavoravo in Sicilia…”

La nostra segretaria a questo punto ha una faccia stranita…

Segretaria: “Professione?”
Amelinda: “Sistemista” (sì vabbè potevo dire modella o cuoca o chef o precaria lo so, ma che potevo rispondere?! VATTELAPPESCA????)
S: “Capisco… la coerenza eh?!…. ….. Titolo di studio?”
A: “Diploma di liceo artistico e anno integrativo.”
S: “Bene bene. Sei iscritta all’università?”
A: “In teoria sarei iscritta a Lingue e Letteratura straniere.”
S: “A Roma?”
A:”No. A Genova”
S: “…. Mail?
“A: “arrivederci@anche.no”

La segretaria ha uno sguardo sempre più perplesso..

Segretaria: “Nel senso che non hai una mail?” (cosa poco credibile visto che ho appena dichiarato di essere una sistemista..)
Amelinda: “Sì che ce l’ho. Questa è la mia mail glielo giuro..”
S: “Va bene capisco..”

A questo punto la segretaria ha preso il telefono in mano. Ho come la sensazione che abbia chiamato il 118.. Ora la camicia di forza mi limita i movimenti e scrivere con il naso è difficile. Vi saluto.

Orduque è vero. Sono una Bionda.

Da sickgirl mi arriva la conferma di questo profondo sospetto interiore: effettivamente sono bionda…

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Effettivamente c’è della gente che non ha un cazzo da fare nella vita.

BHA!

Autopromozione Personale.

Non sono una brava persona che si fa i cazzi suoi. Nemmeno una brava ragazzina che sa stare in un angolo e non esasperare il suo egotismo. Non riesco a rimanere negli angoli, non fa per me, vorrei essere capace di questa umiltà, ma non funziona così.

ATTENZIONE:

questo post è anche per quelle malelingue che hanno avuto il coraggio di dirmi che uso il “movimento” per autopromuovermi. Mi spiace, avete preso un granchio. Un grosso granchio e spero che vi abbia pure staccato un dito.

Per autopromuovermi uso altri mezzi: i miei fumetti, il teatro, il mio corpo.
Ho voglia di rivendicarmi anche le mie cazzate. Non ho voglia di nascondere cose che per vie traverse si sanno già. Sono una bambola in vetrina, l’imitazione di una pin-up, una SickGirl.

Ho deciso che potevo giocare con il mio corpo e l’ho fatto. E non ho voglia della falsa umiltà con cui nascondere questa cosa.

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Sul nastro c’è scritta la poesia di Gibran, Il Folle e la Notte.

Ordunque s’avvicina il natale.

E per farvi felici vi regalo un po’ del mio insano spirito natalizio. Partiamo dal concetto che Gesù è nato tra Giuseppe e Maria, il Bue e l’asinello, e muore tra due ladroni.. (eeeeh sapete com’è natale con i tuoi, pascqua con chi vuoi…)

capita

Ordunque io mi spiattelo in piatto di croccantini, (cosa c’entra manco io lo so, sarà che ogni tanto mi dimentico di dormire..) e aggiungo che ieri la mia parrucchiera mi ha detto che sono biondo scuro porcoddio. una vita passata a credre che sono castana… ergo.

in questo periodo ho voglia di diventare sempre più stronza e cattiva. vale?

(dimenticavo, questa foto l’ho già usata qualche secolo fa, ma, ahimè, insanae sta ancora convalescente non mi fa caricare le foto. vai a capire che cazzo ha mo’ sta isterica di merda.)

alle tre del mattino quel che ci vuole è un bel panino..

stavo ampiamente distraendo la mia mente dai disegni che devo consegnare stanotte, che inciampo in un giochino estremamente stupido e piuttosto divertente… ma con un enorme effetto collaterale… a livello 45 mi sono preparata un muostroso sandwich… ve lo presento:

625 Sandwich Stacker

Avete fame? Allora saziate le vostre voglie con un fantastico mega sandwich condito fino all’impossibile!! Un frigorifero tutto da svuotare e un bel tostapane vi stanno aspettando..


Giochi by Flashgames.it

ERRATA CORRIGE.

I fatti narrati nel post qui sotto sono del 1948 come suggerisce saggiamente napalm… per una svista dettata da profonda ignoranza collettiva avevo scritto 1969… mi rimetto a studiare la storia contemporanea e intanto ho corretto l’errore… QUINTO anche tu però!!!