Sigarette, tea, e un bagno caldo.

Oggi ho fumato un sacco di sigarette. Mi accorgo di aver fumato troppo perchè mi si abbassa ulteriormente la voce, perchè non ho più voglia di parlare, perchè i pensieri si rincorrono uno dietro l’altro come le pagine di un libro.Ogni sigaretta ha il sapore amaro dell’indecisione. Ho quasi paura di rimanere aggrappata miei pensieri, al mio silenzio.

Oggi.

Nonostante tutto, sento il bisogno fisiologico di un momento di solitudine. Di uno spazio dove ci sono solo io.

Non parlo della solitudine di ore passate a girare su bus e metro. Ho bisogno di fissare il vuoto ad occhi chiusi, di non fumare un’altra sigaretta, che invece mi pende dalle labbra mentre scrivo. Ho bisogno di stendere i muscoli, di non serrare la mascella.

Sta arrivando un altro cambiamento, l’ennesimo trasferimento su lunga distanza, ed in un primo tempo non mi porterà a casa.

Per la prima volta ho paura, perchè non ho più niente da perdere, ed è quello che mi blocca e mi incupisce più di ogni altra cosa.

“Come stai oggi?” la risposta più vicina alla realtà è “Non lo so. Non lo so davvero.” Le mani si muovono e scrivono. Questo vuol dire che sono viva. Gli antidolorifici oggi non hanno placato i dolori. Forse anche questo vuol dire che sono viva.

Una tazza di the, un bagno caldo, e quella che vorrei fosse l’ultima sigaretta della giornata, sono l’unico balsamo che conosco, almeno in questo momento…

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