Questa faccia della medaglia non è la nostra storia.

Avevo scritto delle righe a caldo, poi ho deciso di temporeggiare. Di vedere se con il tempo mi si ammorbidivano i pensieri.
Non è andata così.
Rimane solo da fare i conti con una realtà che era già palese.
Due pesi due misure, questà è la banalità della sentenza sulla Diaz.
Realtà vecchia come la storia del mondo dopotutto.
E’ chiaro che l’abitudine di questa democrazia è quella di far cadere solo le teste dei pedoni, come in una partita a scacchi.
E’ chiaro che solo alcuni sono i poliziotti condannabili. è chiaro che se uno stato si autoprocessa si assolve immolando sull’altare “in remissione dei peccati” solo gli anelli più deboli.
Questo è lo schifo, è vero.
La nostra parte nella storia, in questa memoria che è un ingranaggio collettivo, non ce la toglie nessuno. Non riusciranno a farlo.
A parte l’idignazione abbiamo vinto.
Perchè tutti sanno la realtà dei fatti, anche il panettiere sotto casa.

Anche l’amaro in bocca non riescono a togliermi però. Questa sproporizione tra la sentenza inflitta ai 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio e le sentenze irrizosie per Diaz e Bolzaneto.
Ho passato parte degli anni miglioni della mia vita a riempirmi gli occhi del marmo grigio dell’aula bunker del tribunale di Genova.
Ho passato il resto del tempo con il rimorso di non esser riuscita ad andare fino in fondo.
Non ho mai pensato che lì dentro avrei trovato giustizia. Mi sono sempre e solo ripetuta che facevo parte della memoria collettiva. Di questo ingranaggio inarrestabile di cui siamo parte tutte e tutti. L’abbiamo scritta la nostra storia. Tutta quanta. Senza remore. Loro hanno scritto la storia che gli conviene. Hanno creato l’ennesimo precedente di merda.

Ma dopotutto uno stato si processa solo per concedersi il lusso di potersi assollvere.

Il fatto di sapere che una scarpata in faccia fa male non impedisce di sentire il dolore. Una mazzata resta una mazzata anche se te la aspetti.
A quelli che dicono che questo processo non era da fare rispondo che a noi forse non serviva questa conferma, ma alle tante persone che ancora si raccontavano di vivere in una democrazia o in uno stato di diritto, abbiamo dato la possibilità (se vogliono coglierla) di vedere che così non è.

Abbiamo aperto uno squarcio nel sipario di cartapesta che abbiamo ogni giorno davanti agli occhi: almeno per un momento, almeno chi vuole farlo, oggi può vedere cosa c’è al di là, nel posto dove davvero si decidono le nostre sorti.” S.B.

One Response to “Questa faccia della medaglia non è la nostra storia.”

  1. Dalla Diaz a Bolzaneto…

    STRAFATTI

    Tempo è passato e siamo tutti più obiettivi
    Riguardando gli eventi senza trasporti emotivi.
    Ora che dei processi conosciamo gli atti
    Dai. Ammettetelo! Eravate strafatti
    Coca o potere, si vedeva dagli occhi.

    Tutti insieme
    Alla caserma Bolzaneto
    Carabinieri, Digos e Polizia di Stato.
    C’erano anche i GOM della Penitenziaria,
    il Corpo scelto dell’antisommossa carceraria
    proprio una compagnia varia.

    E certo ricordate il vostro “picchetto d’onore”
    Botte, ingiurie e sputi
    Accoglievan gli arrestati
    Ma che risate nel vedere la loro paura
    Erano i latrati della vostra vera natura
    Avete goduto infliggendo tortura.

    Infatti dentro sangue, urina e mille umiliazioni
    Botte per sfogare le vostre frustrazioni
    E gli inni al Duce, le ragazze minacciate,
    anfibi e manganelli a colpire le ferite
    a schiacciare le ferite.

    Ma certo quella gente mica la guardavate negli occhi
    Erano corpi da piegare, erano meno che ratti
    Mai avreste retto, i loro sguardi
    Proprio come dei veri sadici codardi
    solo sadici codardi

    Così ben protetti nell’anonimato del branco
    Maciullando membra inermi come macinato da banco
    Vi hanno permesso di lasciarvi andare
    A un delirio di purissimo orrore
    Sequestrando illegalmente gente per ore ed ore
    Picchiando e picchiando fino a fare svenire
    Senza che nessuno di voi avesse nulla da dire
    Tutti ligi agli ordini e pronti al dovere
    Strafatti di coca o di delirio di potere
    Strafatti di coca o di delirio di potere
    Strafatti di coca o di delirio di potere
    Strafatti di coca o di delirio di potere….

    Lorenzo Toni

    Vedi anche:
    http://it.youtube.com/watch?v=g_Ee3scgebA&feature=related

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