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Cartoline dalla tempesta.

L’immagine è questa:
Roma. Otto della sera. Zona Colosseo. Amelinda in mezzo all’incrocio con via Labicana.
Piove a dirotto. Piove che Noè non si sarebbe salvato. Un nubifragio vero e proprio. La strada in due secondi è allagata.
L’acqua arriva a mezza ruota delle auto, che, passando vicino al marciapiede centrale, alzano onde da entrambi i lati. Non stiamo esagerando. Questa è la realtà dei fatti.
Alcuni automobilisti rallentano leggermente solo per fare qualche colpo di clacson alla sfigata in minigonna che si trova in mezzo alla strada durante un nubifragio.
L’ultima immagine è di Amelinda con le mani alzate verso il cielo. Sullo sfondo il Colosseo. Sicuramente non sta pregando.

Tranquilli è solo uno stato d’animo.

Amelinda ieri sera ha rischiato parecchie volte la vita e il coma etilico.
Non che mi ricordi un granchè. Fino ad un certo punto tutto bene, poi il sacrificio del mio cervello in nome del mio dio alcolico.

Bho.

1. Mi ricordo: mi sono spogliata in mezzo al concerto per mettermi la maglietta nuova, con questa amica mia che mi rompeva il cazzo perchè ho le braccia da scaricatore di porto.

2. Mi ricordo che il mio concetto di linea retta era molto simile a x^3 (piccolo banalissimo test di mathemathicha per voi)

3. Mi ricordo che mi è stato offerto qualsiasi tipo di sostanza e di alcolico, e visti i risultati della serata devo aver accettato.

4. Mi ricordo che mi devo esser limonata tipo chiunque perchè stamattina mi sono svegliata con il senso di colpa.
Anzi ne sono sicura visti i punti 2 e 3.

5. Mi ricordo che mentre limonavo una schiera di amici in nome dell’ammore del mio dio cercavo di spiegare a tutti loro che io NON sono etero. (il che non è falso quando sono lucida)

6. Non mi ricordo assolutamente con chi mi sono menata. Ma oggi ho due dita gonfie e doloranti e me le sono fasciate.

7. Mi ricordo che non riuscivo a salvarmi il numero di telefono di uno di quelli che mi sono limonata e je ridevo in faccia sfacciatamente.

8. Mi ricordo che ho lasciato il telefono in macchina dell’amico mio che mi ha riaccompagnata a casa. Credo di aver baciato anche lui Vabbè.

9. Mi ricordo del rum che finisce nella mia birra, poi nella mia borsa che continua a puzzare malamente.

10. Mi ricordo che ho un ricordo ma non mi ricordo quale…

Arrivo sempre troppo tardi.

In tutte le cose, a volte anche sulle notizie che mi interessano, che colpiscono a fondo.

Quando ero bambina leggevo Topolino. O meglio rubavo Topolino a mio fratello e Cybersix dalla libreria di mia madre.
Questa è una delle poche cose belle di esser stata bambina negli anni novanta, e di aver avuto una madre che leggeva i fumetti eura.
Cybersix il mio grande amore nei fumetti. La mia eroina come Lady Oscar e Lupin.
Sono sempre stata evidentemente un po’ sfasata.

Sarò stata in terza o in quarta elementare, mi ero fregata un numero di Cybersix dalla libreria di mia madre e, per non venir meno alla mia indole, in ricreazione me lo stavo leggendo in un angolino del cortile.

Quando hai la sfiga di nascere nel NORDESTPPRODDUTTIVO[TM] cresci abbracciata ad una delle culture più bigotte* d’italia. Quindi io leggevo il mio fumetto in santa pace in un cantuccio del cortile, passa una maestra lo vede, me lo strappa dalle mani sblaterando che non è un fumetto per bambini (perchè si vedono le tette) e se lo porta in aula insegnati.
Il panico di una bambina di otto anni che si vede sequestrare il fumetto. Il pensiero che a volte anche nelle scuole laiche non è che si ragiona poi così tanto e poi il piano.
Non mi ricordo come feci ad intrufolarmi in aula insegnanti e a recuperarlo. Forse entrando dalla finestra come cybersix. So solo che lo feci.

Ricordi di bambina, perchè oggi gironzolando nella internet ho scoperto che Carlos Meglia è morto a soli 50 anni.

Abbiamo perso un altro maestro. Un altro di quelli autori che mi doveva regalare ancora troppe storie prima di andarsene… Penso che il mondo del fumetto ora è più povero. Più solo.

Buon viaggio MAESTRO, anche se arrivo sempre tardi.cybersix.jpg

*bigotto: agg. di persona che osserva scrupolosamente le pratiche di culto, ma non ha un sentimento religioso autentico, di chi si mostra eccessivamente formalista e legato agli aspetti esteriori di una dottrina, di una teoria, esteriore, formale, bacchettone.

E fu così..

Che i SuperAmici mi hanno salvato la giornata.
Altro che super chicche!!!

Quando smetto di essere sbronza ve lo racconto e ci metto anche il link.