A fior di pelle.

Stamattina mi sono svegliata con i sentimenti a fior di pelle, come Fabio Montale nei libri di Izzo.
Stamattina mi sono svegliata sperando di avere un frammento di Genova fuori dalla finestra tutto per me.
Invece era Roma. Solo Roma. Con le sue case di periferia e le sue antenne sui tetti che me la fanno sembrare una Beirut occidentale.

Ho passato la giornata a cercarti in ogni angolo di casa, in ogni cassetto, in ogni odore, in ogni profumo. Frammenti disconnessi di una confusione che ti pesa addosso come un macigno, della seconda pelle che si strappa per la nuova vita.
Oggi sono poetica/patetica, mi mancano i tuoi suoni, le tue ombre, i tuoi malumori.

Oggi mi manchi Genova.

genova.jpg

Genova è la città delle risposte perdute,
del senso trovato e smarrito
ad un angolo di strada,
in uno spigolo sgembo depositato al bordo degli occhi
proprio quando, sconfitta, avevi concluso che non c’era più niente da vedere,
che non c’era più nulla che tu potessi fare.

Ho rubato la foto a Weiss e le parole a Melanotte.

2 Responses to “A fior di pelle.”

  1. e sono così sconvolta che pur di farvi capire chi è weiss vi linko il maispeis.

    forse altro che nostalgia. mi dovete buttare via.

  2. … Purtroppo Genova per me, che vivo in fondo alla campagna. Che vedo il sole in piazza rare volte e il resto è pioggia che mi bagna… Genova, dicevo, è un’idea come un’altra…

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