Le schegge saltano inevitabilmente quando si abbatte un bosco.
“Per quelli educati nel menzognero pathos delle rivoluzioni borghesi Lei è rossa e vestita di rosso. No, col solo rosso non La dipingi. Il fuoco delle insurrezioni, il sangue delle vittime, l’appello alla lotta è il rosso. Il sudore salato, il lavoro quotidiano degli operai, la fame, la povertà è il grigio. Lei è rossa e grigia. E la ‘nostra’ Bandiera Rossa è uno sbaglio, un lapsus, un’inesattezza, un’illusione. Dovrebbero aggiungerle una banda grigia. O farla tutta grigia. E nel grigio la banda rossa.

Ma che nessuno si illuda, si inganni. Meno illusioni - meno errori. Lo sguardo più lucido e più sicuro.
[…]Non è forse stata logorata e insudiciata, questa bandiera rossa, così come è stata logorata e insudiciata la parola socialdemocratico? Forse non l’hanno issata, nascondendosi alla sua ombra, i carnefici del proletariato e della sua rivoluzione?
Non ha forse sventolato sul Palazzo di Tauride e sul Palazzo d’Inverno, sull’edificio dell’Assemblea Costituente di Samara?[…]
Agli occhi umani servono il rosso e il grigio, gli occhi umani hanno bisogno di colori e di luce. Altrimenti si immalinconiscono, si appannano”.
“LA SCHEGGIA” di Vladimir Zazubrin
