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A proposito di silenzi mediatici e governi traballanti

mi scrive ad un certo punto il quinto:

Cmq… a riguardo di governi traballanti e silenzi mediatici:…

1948

“Roma 14 luglio - Stamane, verso le ore 11,30, mentre l’onorevole Togliatti usciva dalla porta del palazzo di Montecitorio, in compagnia dell’on. Leonilde Jotti, veniva affrontato da un giovane, che poi si è appreso essere tale ANTONIO PALLANTE, studente universitario venticinquenne, il quale gli sparava contro alcuni colpi di rivoltella - sembra quattro- tre dei quali lo raggiungevano in varie parti della regione toracica”. (Comun. Ansa, ore 12.00)
“Egli ha dichiarato di essere iscritto al partito liberale” (Ib. ore 13.00)

“Roma 14 luglio - Il ministro dell’interno, on SCELBA, ha diramato tassative disposizioni a tutti i prefetti per impedire qualsiasi manifestazione di qualunque genere.” (Ib. ore 13.05)

“Roma 14 luglio - La Camera del lavoro ha impartito disposizioni per la sospensione immediata di ogni attività lavorativa a Roma” (Ib. ore 14,30)

“Roma 14 luglio . INCIDENTI A ROMA, MORTI A NAPOLI, LIVORNO E GENOVA. - Incidenti si sono verificati a Roma nel corso della manifestazione di protesta per l’attentato a Togliatti. Sin dalle prime ore del pomeriggio masse di dimostranti sono andate confluendo verso piazza Colonna. I manifestanti che tentavano di invadere palazzo Chigi, sono stati respinti dalle forze di polizia che, sotto la pressione della folla, hanno esploso alcuni colpi di arma da fuoco in aria; altri gruppi hanno disselciato in alcuni punti il piano stradale…fatto barricate sotto la Galleria. Si sono avuti feriti e contusi tra i dimostranti e agenti di polizia. Alle ore 18 la massa si è concentrata in piazza Colonna..” (Ib. ore 21.00)

“A Napoli una grande massa di dimostranti giungeva in piazza Dante dove però veniva affrontata dalla “Celere” che cercava di disperderla. I dimostranti reagivano. Durante i tafferugli la forza pubblica sparava alcuni colpi d’arma da fuoco. Si deplorano due morti ed un ferito grave.
A Livorno un agente di pubblica sicurezza è deceduto in seguito agli incidenti della giornata odierna.
A Genova, nel pomeriggio, quando più viva era l’agitazione, è stata invasa e devastata la sede del Msi in via Venti settembre. La polizia ha esploso alcuni colpi in aria a scopo intimidatorio… Nella adiacente via Fieschi, a seguito di una disordinata e nutrita sparatoria, restava ucciso tale Biagio Stefani di 29 anni.
A Taranto, uno dei manifestanti, ferito durante incidenti con la polizia, decedeva durante il trasporto all’ospedale, mentre un agente versa in pericolo di vita”. (Ib. ore 23.55)

15 LUGLIO - Il Ministro degli Interni SCELBA accusa apertamente i comunisti di strumentalizzare lo sciopero per una insurrezione civile; questo suo timore fa di conseguenza aumentare la tensione nel Paese. L’Unita’ - uscita il mattino- accusa (lo leggiamo sul giornale in apertura) proprio il governo di volere la guerra civile trasformando un cordoglio spontaneo in un attacco repressivo e pretestuoso per imporre il proprio incontrastato potere
A Genova i dimostranti hanno disarmato perfino la Polizia, mentre alla Fiat gli operai hanno sequestrato nel suo ufficio l’Amministratore Delegato Valletta e controllano e hanno in mano l’intera azienda che presidiano. L’esercito vuole intervenire ma con grande senso di responsabilità Valletta rifiuta questa soluzione traumatica ritenuta quasi irresponsabile che potrebbe portare a conseguenze disastrose.
Esemplare il sangue freddo di Valletta, che nonostante il sequestro, rivolgendosi ai suoi dieci carcerieri, li apostrofa con un “intanto andate a lavorare altrimenti domani vi licenzio tutti e dieci”.
Buona parte dei telefoni pubblici non funzionano, l’isolamento è quindi totale all’interno del Paese, e qualcuno ha deciso (non si sa chi) di fermare tutti i treni. Ma già a Bologna non si passa piu’, l’Italia il giorno 15 è già divisa in due. isolata dalle comunicazioni ferroviarie, stradali e telefoniche.
A Milano alle ore 17,30 tutti in Piazza Duomo. Il fiato è sospeso! La tensione altissima. Il da farsi caotico, perche le manifestazioni sono spontanee e sta sfuggendo di mano il controllo agli attivisti.

Il Paese senza comunicazioni è in fermento; sta vivendo il suo dramma. Un salto nel buio. Piazza Duomo a Milano è una polveriera che può esplodere da un momento all’altro. Si trattiene il respiro. Ma alle 17,15 da alcune radio accese nei bar di Piazza Duomo, dalla Francia, arriva la notizia che il “vecchietto” GINO BARTALI a dieci anni dall’ultima vittoria nel Tour del ‘38, pur avendo 22 minuti di distacco dalla Maglia Gialla, sulla tappa delle grandi montagne, passando primo su ogni colle nella grande tappa alpina, sta dominando la corsa, sta sbaragliando gli avversari e sta recuperando sull’Izoard tutti i minuti di ritardo.

Tutta la squadra italiana in Francia al mattino alla partenza, all’annuncio dell’attentato voleva ritirarsi. Ma Bartali aveva ricevuto una telefonata da DE GASPERI e la benedizione del PAPA per vincere. E Bartali montò in sella e vinse! Alla grande!! - Alle radio accese, venne la prima notizia: sul primo colle era primo, sul secondo ancora primo, sul terzo aveva guadagnato un grande vantaggio, sul quarto era ormai solo, e sul quinto colle aveva recuperato abbondantemente i 22 minuti di abissale ritardo che aveva il giorno prima. L’impresa straordinaria, quasi sovrumana, da leggenda continua il giorno dopo. Vincerà anche la tappa alpina di Briancon Aix les Bains, e all’arrivo indossa la maglia gialla con otto minuti di distacco dal secondo. La foratura di Bartali nella discesa di un colle Izoard tenne il fiato sospeso tutta l’Italia in ascolto. Dal dramma si passò alla gioia, al tripudio, non si parlò piu’ d’altro. In Piazza Duomo (ma anche in tutte le altre citta’ d’Italia) comunisti, democristiani e poliziotti si abbracciarono, tutti in delirio. Bartali aveva stracciato Bobet.

Bartali se proprio non aveva salvato l’Italia, certamente fece un gran favore a Scelba.

Bez