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scusate merde ma stare in pace non ci riesco.

Sono stanca, priva di energia, ma nonostante tutto sono attiva. La mia mente ogni notte arriva al punto di non ritorno: al bivio prende la strada che ti porta lontano da Morfeo.

In questo momento non mi impedisco di sognare. Di viaggiare con la testa pur di distrarmi dalla radice della mia maledizione. Appartenere alla setta degli insonni, nella mia testa, rimane solo una maledizione. Non è un privilegio o uno status – simbol, è un dato di fatto. E non lascia scampo. Il nero dietro le finestre, il tempo che non passa, i pensieri, i desideri. Non trovo pace. Non so nemmeno se la desidero davvero.

Scrivere in questi momenti è un po’ come mettere in ordine la casa, la camera. Quella è la prima parte dell’insonnia: come ogni casalinga isterica che si rispetti alla prima avvisaglia del mancato sonno pulisco, metto in ordine per stancarmi. Poi effettivamente sono stanca, ma comunque non trovo aperte le porte del sonno.

Allora mi perdo nel limbo della notte: lo conosci? Quando spegni la luce e non dormi. Quando apri gli occhi e non sei sveglio.. gli occhi sono pesanti, la pancia piena di tisana calmante. I muscoli molli, le mascelle serrate. La testa un focolaio di pensieri..

Che non ho tutte le rotelle a posto non è mai stato messo in discussione..
Estate…per antonomasia la stagione in cui arriva il sonno e si risvegliano gli ormoni.. io rimango congelata nel mio inverno.. quello personale.. insonnia, astinenza.. solitudine.

Hai presente come ci si sente quando ti senti solo in mezzo alla gente?
Hai mai provato la situazione di piena coscienza della tua solitudine? Ne hai mai assaggiato l’essenza?
È come un frutto aspro e maturo allo stesso tempo.

Persa nei movimenti della notte. Di questa notte che ormai conosco bene, che ormai mi è sempre di compagnia come la mia amica bastarda.. insonnia, la mia l’ho chiamata INSANAE. Perché è con me da un terzo della mia vita.
Soffro di insonnia dall’età della coscienza, da quando avevo 14 anni. Un terzo della mia vita. Una compagna così fedele, anche se bastarda meritava un nome. Meritava che le si desse forma. Ed io gliel’ho data. Nei quadri, nelle lettere nelle canzoni. Nel lavoro. Prima o poi smetterò. Riuscirò a fare a meno di lei. Ma ora no. Mi rendo conto che ho bisogno che mi tenga lontana dall’incoscienza. Insanae è come un’amante capricciosa moglie del mio amato Morfeo, mi sento legata con un doppio filo. Fa parte della mia quotidianità, della mia storia come nient’altro. Credo che ora come ora non potrei essere diversa. La mia solitudine insonne è la costante dei miei cambiamenti. Eterno stato d’ansia. Denti stretti, fragili, tensione muscolare nella stanchezza. La mia psicopatia personale, che non so gestire, che non so ancora come sfruttare. Ne sono ancora schiava, prigioniera dei suoi capricci…Solare di giorno. Cupa nella notte.

Quando parli dell’insonnia a chi non è di questa setta spesso ti dicono “ma cosa fai di notte quando non dormi?” “perché non leggi?” e stronzate di questo tipo.. ma in realtà un insonne ha un unico desiderio mentre inganna il tempo nella notte: dormire.

Mi dispiace, stare in pace davvero non ci riesco.

l’acqua

e’ notevole, strano, prendere atto che una canzone che ho scritto il 14 ottobre del duemilaquattro sia ancora cosi’ precisa ed attuale, per la stessa persona, per gli stessi motivi. a volte le cose non finiscono. a volte non basta strapparsi la pelle e rinchiudere i ricordi in una scatola. seppellirla, nasconderla alla vita. perche’ il residuo emotivo rimane in vita, non ti lascia andare. adesso voglio essere come l’aqua, che scorre tra le rocce, come scivola tra i prbolemi, con la forza di demolire le dighe, con una corsa inarrestabile, mutevole, ma inditruttibile…
perche’ nessun martello mi potra’ fare a pezzi. nessuna lama mi potra’ ferire.


Quattordici ottobre duemilaquattro

Ci fosse una tabula rasa nei sentimenti/mi sono strappata in brandelli di stoffa/ non c’è nulla a cui aggrapparsi in questi momenti/solo tormenti/in cui nel vuoto ti muovi goffa/ed eccola/ silenziosa pantera/comincia ad arrivare quella stupida malattia/non se ne vuole andare/ la nostalgia/bestia fiera/spegne i colori con la sua coltre nera/la caduta/è una volo nel vuoto senza appigli/quando precipiti non trovi nascondigli/per risalire devi sudare/a tentoni nel nulla scale devi cercare/costruire e salire…/

Tabula rasa dei tormenti/non voglio più giramenti di testa/non voglio più svenimenti/ datemi la forza di reagire/ di lottare per quello che posso cambiare/e la serenità/la serenità di accettare quello che non posso cambiare/e la fierezza/la saggezza/di comprendere sempre la differenza/.