L’epopea di Mattino Bruno

L’epopea intesa nel senso che riuscire a mettere queste tavole on line ha comportato un aumento dell’entropia del mondo.

Andiamo con ordine:

1)Avevo la possibilità di avere qualche tavola pubblicata sullo speciale on line di XL di Repubblica.

Avanza di due caselle
.

- Basta consegnare in tempo le tavole che stai preparando. Questo perchè quelle che hai sul sito -diciamolo- non sono guardabili.

Fermo un giro.

- A quel punto dopo due notti di autismo convinto per farne almeno 5, il famigerato Venerdì 13 porto le tavole un una copisteria per scannerizzarle -se le avevo entro la sera ci siamo.-
Appuntamento alle 16.30/16.45 per recuperale.
Esco dal lavoro alle 16.45, alle 17 sono davanti al negozio.

QUEL BASTARDO HA GIA’ CHIUSO PER VEDERSI LA PARTITA E NON AVEVA AVVISATO.

Stai fermo 4 giri. E impiccati già che ci sei.

- Torno il sabato. Magari in extremis ce la posso fare..
Ovviamente il gran pezzo di merda è chiuso.

Fermo un altro turno (5 turni quindi)

-Perdo la pubblicazione ma mi metto l’anima in pace. Almeno lunedì sera ho delle scansioni decenti per mettere on line un’anteprima delle tavole. Quindi il lunedì pomeriggio si torna alla copisteria. Pago, faccio la scenata di rito, mi faccio caricare i file sulla pennetta usb.
Torno a casa. Monto la penna.

NON LA VEDE,

La monto sulla partizione windows.

NON LA VEDE.

La monto sulla partizione linux ubuntu.

NON LA VEDE.

A QUESTO PUNTO STO BESTEMMIANDO IL LORO SIGNORE GESÙ CRISTO CON UNA FOGA BESTIALE.

Ma non è abbastanza. Ora hai pagato dei file che non hai.
Il minino sarebbe che vai e gli bruci la copisteria visto che prima di dargliela in mano la tua penna usb funzionava.
Ma non è finita.

Ed è per questo che ve l’ho chiamata Epopea.

Mi sono fatta portare lo scanner da Genova per poterle scannerizzare a casa.

INDOVINATE UN PO’? NON HA DECISO DI ROMPERSI DOPO ANNI DI ONORATO SERVIZIO?

Le ho fatte scannare oggi (a distanza di due settimane) da un copistaiolo molto più simpatico disponibile e che mi ha pure fatto lo sconto (e i complimenti che si è letto la storia).

E quindi ve le vedete ora. Nella loro bella paginetta.

FINALMENTE.

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Se vuoi parlare un po’ con me ti devo addare al mio maispeis.

"Io diventerò qualcuno, non studierò non leggerò, a tutti voi dirò di no. Ecco perché diventerò qualcuno. Se vuoi parlare un po’ con me ti devo addare al mio myspace."

Disclamer:
Il titolo e l’introduzione spero che siano per tutti un avvertimento chiaro: Questo post è polemico. Se avete la coda di paglia girate al largo.

Stasera sono andata a trovare un amico che passava da Roma per lavoro. Questo è il motivo per cui sono finita al concerto della Donà.
(sul quale non voglio spendere nessuna parola.)

Tornando da Villa Ada mi accompagna il suo batterista.
Tipo simpatico e cordiale, facciamo due chiacchiere e ad un certo punto, quando spuntano i miei fumetti mi chiede

"Ma tu hai maispeis?"


AAAARG.
ORRIDO.
ORRORE.

Ogni volta che me lo sento chiedere mi parte l’embolo al cervello.
No. Non ho maispeis e non lo voglio. Questo perchè penso che sia una MERDA vera e propria.

Infatti è stata la risposta che ho dato al povero Fabio.
(del quale poi non mi sono segnata il maispeis..)

Ci sono molteplici motivi per cui affermo questo e ve lo esplico con una piantina come quella di cui sopra:

- Primo tra tutti Rupert Murdoch che per chi non lo sapesse è un grandissimo squalo che ha in mano i mezzi di informazione di mezzo mondo (che - guarda caso - di lui tendono a parlare poco o solo bene..)

- In secundis per la tutela della mia privacy:  maispeis usa tutti i suoi iscritti comeun grandissimo bacino d’utenza dove pescare informazioni. Fondamentalmente maispeis si traccia tutti i percorsi che fanno i suoi utenti in giro per il web. Vi siete mai chiesti come fa a vivere senza chiedere una lira ai suoi milioni di iscritti? Si rivende queste informazioni (un po’ come google) e ci campa bene. MA bene assai.

- Punto terzo ODIO maispeis e non ho intenzione di averne uno perchè lo considero la più grande gabbia dorata del web 2.0
Con uno strumento immenso e dalle infinite (o quasi) possibilità come la internet mi chiedo perchè chiudersi in dei piccoli inutili circoli come questi, dove per accertare la propria esistenza si brama un add quasi come fosse lo stipendio.

Ma anche chi se ne frega.. o no?

- Per ultimo penso che la visibilità su maispeis sia limitata solo ai suoi utenti.
Cosa che autonomamente ti riporta in quella prigione di fuffa travestita da strumento per il successo.

Sapete che vi dico? Fateveli i vostri spazi web. Non vi ingabbiate pure qui.

Sì questo è il discorso in macchina. Il bravo Fabio ha anche aggiunto:

"alla fin fine - e  senza maschilismo credimi - maispeis è solo uno zoccolaio (posto dove si riuniscono molte sciacquette* ndr) e a me per lavorare non mi è servito ad un cazzo."

Testuali parole.

Se con tutti questi motivi non vi ho convinto vi invito a fare un salto a questa pagina che mi sembra estremamente esplicativa.

E sopratutto continuo a non capacitarmi dei profili privati..

Richiudo con la stessa citazione d’apertura:

"Se vuoi parlare un po’ con me ti devo addare al mio myspace"
-Caparezza ‘Io diventerò qualcuno’

* un sciacquetta è una bisognosa disperata di centimetri di carne maschile con evidenti problemi di spessore umano e logico/razionale. Un soggetto inutile, nemmeno una utile idiota. Per questo motivo, sovente, ne trova molto pochi di centimetri.

Mattino Bruno e il Crack.

Ebbene. Dopo due mesi di Roma mi lancio a capofitto a partecipare al Crack.

Ci vuole coraggio essendo io la regina dei perditempo.. (mi pare di averlo già detto un anno fa) infatti sono ancora in alto mare.

Nonostante siano un abominio (poichè sono foto ritoccate alla bruttodio e non scansioni) ecco le prime anteprime delle tavole esporrò al crack.

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Mai più soli.

Non siete più soli. Sta arrivando ESOTERO.
La bella Esotero che vi legge il pensiero.
Ma chi cazzo è questa Esotero? che l’hai nominata tre volte in due righe?

Semplice, è colei che ha in mano un mazzo di tarocchi, nell’altra un mucchio di ranocchi e nella terza ancora un elisir d’amor.

Seguiranno aggiornamenti. Intanto…

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Piovono rane. Dio cane.

Tutto inizia con un attimo di stizza. Poi arriva l’ecatombe.
Ovvero, la mia vita è come una rete wireless. Grazie ai suoi problemi con i protocolli di gestione della rete, quando accumula un errore, invece di smaltirlo crea un simpaticissimo ‘tamponamento a catena’ del cazzo grazie al quale inizi a pensare a Eva.
Eva la madre degli uomini,
Eva che presta i piaceri del suo corpo per denaro.
Eva e la città conquistata da Ulisse.

Questo in genere accade perchè Dio è solo un lurido stronzo sadico, che meriterebbe di morire ancora qualche migliaio di volte tra atroci sofferenze.
Ho passato quattro giorni favolosi in Sicilia, facendo il bagno prendendo il sole, prendendomi le coccole del fratucchio, una pacchia insomma. La prima ‘vacanza’ fuori stagione della mia vita. Ma PORCO IL SIGNORE IDDIO STUPIDO CANE BASTARDO mi devono punire pure per la mia leggerezza di una vacanza.

Tutto inizia con la litigata con un’amica. Esattamente due minuti dopo che sono salita sulla nave.

Poi continua nel rientro da Napoli. E già che mi ero svegliata alle 5 e mezzo del mattino perchè quella nave di merda arrivava alle sei e mezza in porto.
E già che quella nave di merda arriva con un’ora di ritardo in porto. E già che io in quel momento avevo un DIOPORCO per capello (io ho molti capelli e sono pure lunghi), quando finalmente riesco a prendere un treno che non sia sovraccarico modello treno del bestiame, questo pensa bene di arrivare a Roma con un’ora e tre quarti di ritardo.

Fosse solo questo sarebbe una pacchia.

Lunedì io dovevo lasciare la mia stanza. Fino al mercoledì precedente ero sicura che avrei preso una stanza doppia con una fanciulla meravigliosa. Ergo, sono partita tranquilla come un neonato che dorme. MA PORCO QUEL CANE DI DIO CRISTO ASPETTI CHE IO TI CHIAMO IL LUNEDI’ SERA PER DIRMI CHE QUELLA FOTTUTA STANZA NON C’E’ PIU’??????

E questo era solo il lunedì.

Il martedì ci siamo. Al mattino raccatto dieci kg di gatti uno zaino e parto per la loro destinazione temporanea..
E’ ovvio. Non ho una stanza io, mica ce l’hanno anche loro.
Mentre mi camallo dieci kg e rotti di gatti, e bestemmio nostro signore Gesù Cristo sudo come un maiale che viene accompagnato al macello. Salgo su sto fottuto tram di merda. Mi levo la giacca, la appoggio affianco a me. Scendo al capolinea.
Penso a Eva, eva che alza i prezzi per essere d’élite.
Eva che prova piacere nel vendersi a qualsiasi pezzente,
Eva che cade in un buco nero insieme al suo creatore.
Eva incinta del demonio.

Arrivo a casa dell’amica che gentilmente offre asilo politico ai gatti.
Mentre salgo 5 piani di scale penso a Eva che incontra Vlad III di Valacchia.

Giubilo di Dei e Santi nel momento in cui cerco il telefono in tasca della giacca.

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A quel punto ho una quantità di porchiddiii per capello che fa paura.
Ogni passo è un’ivocazione al mio padrone, il demonio, nella speranza che ritorni su questa terra e massacri tutti i suoi abitanti.

Arriva il mercoledì. E tu pensi che sia finita.
Invece NO.
Invece devi continuare a rivolgere i tuoi pensieri e Eva.
Eva che pratica sconti per le comitive.
Eva in mezzo ai nani.
Eva su un marciapiede di periferia
Eva che rispolvera la tradizione di accoppiarsi con animali e va in cerca di cadaveri.

Ti svegli al mattino, corri per prendere il trenino della casilina. Ti imbelini per terra come una coglionazza. Ti si rompono gli stivali (CRISTODDIO). Pensi
Salgo e le cambio.’
No sono nell’altra casa.
‘Passo a casa di Marta e ne prendo un altro paio!’
No è tarderrimo non hai tempo.
‘Le compro per strada!’
Tipo -COLCAZZO- visto che non tieni una lira in tasca pezzente di merda.

E ancora una volta pensi a Eva e alla sua discendente Maria, e a come hanno fatto gioire ampie fasce di popolazione con il loro corpo.
A Termini cambio autobus. Il quale rimane incastrato 40 minuti di merda in una via dove UNO STRACACAZZO DI GENIO DEL MALE ha parcheggiato un furgone per traslochi in doppia fila.

O DIO ONNIPOTENTE TOGLIMI STE MALEDIZIONI. GIURO CHE NON FARO’ PIU’ POMPINI AGLI SCONOSCIUTI.

Ora aspetto solo che piovano rane.

Le schegge saltano inevitabilmente quando si abbatte un bosco.

“Per quelli educati nel menzognero pathos delle rivoluzioni borghesi Lei è rossa e vestita di rosso. No, col solo rosso non La dipingi. Il fuoco delle insurrezioni, il sangue delle vittime, l’appello alla lotta è il rosso. Il sudore salato, il lavoro quotidiano degli operai, la fame, la povertà è il grigio. Lei è rossa e grigia. E la ‘nostra’ Bandiera Rossa è uno sbaglio, un lapsus, un’inesattezza, un’illusione. Dovrebbero aggiungerle una banda grigia. O farla tutta grigia. E nel grigio la banda rossa.

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Ma che nessuno si illuda, si inganni. Meno illusioni - meno errori. Lo sguardo più lucido e più sicuro.

[…]Non è forse stata logorata e insudiciata, questa bandiera rossa, così come è stata logorata e insudiciata la parola socialdemocratico? Forse non l’hanno issata, nascondendosi alla sua ombra, i carnefici del proletariato e della sua rivoluzione?
Non ha forse sventolato sul Palazzo di Tauride e sul Palazzo d’Inverno, sull’edificio dell’Assemblea Costituente di Samara?[…]

Agli occhi umani servono il rosso e il grigio, gli occhi umani hanno bisogno di colori e di luce. Altrimenti si immalinconiscono, si appannano”.

LA SCHEGGIA” di Vladimir Zazubrin

There’s no place like

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Ovvero non c’è posto migliore di quello in cui sono Phobos e Deimos.
Ahia.. mi son bruciata il cervello d’amore…

Aspetto gli avvoltoi.

La giornata era già stata di per se impegnativa.
Roma ha molti modi per mettere a dura prova i miei nervi, che di per loro non tendono ad essere particolarmente saldi.

La metro di Genova è una pagliaccetto di due vagoni. Che non lo trovi stracolmo manco se ci provi a riempirlo di Giugliani Ferrara (AAAAARGH!!)
La metro di Roma alle 5 del pomeriggio assomiglia ad una scatoletta per i gatti in cui viene pressato l’universo mondo conosciuto di merda.
Non addormentarsi alle tre del mattino quando alle dieci hai colloquio importantissimo dall’altra parte della città ti fa stragirare i coglioni. (Sopratutto perchè ti devi alzare alle sette e mezza e sperare di farcela uscendo alle otto e mezza).

I gatti estremamente agitati per via del temporale poi, mi urtano i nervi. Anche se li amo.

IL NUBIFRAGIO CHE SPALANCA LE FINESTRE DI CASA ALLA 5 DEL MATTINO, ALLAGA TUTTO E ANCHE SE CHIUDI STECAZZO DI FINESTRE ENTRA L’ACQUA RAPPRESENTA IL FATO CHE SI ACCANISCE.

Vi giuro che in casa mancavano solo i pesci rossi. Il letto è fradicio. Quello che coinquilini (che dormono entrambi altrove) pure.
Aggiungo che a Roma le birre non costano un cazzo. E il mio fegato piange, la mia cirrosi aumenta, ed io ingrasso come una vacca.

Sì sono felice.

Cartoline di pensieri.

Ormai in una vena di nostalgia mi sento persa… ma basta aprire la porta, dovunque sono e trovarvi per sentirmi a casa.

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Cartoline da Roma.

dscn00899.jpgEbbene, per la disperazione dei Romani. Ci sono riuscita. Sono approdata nella capitale.

La Prima senzazione è quella di essere per l’ennesima volta un’equilibrista, in bilico sul filo della metropoli.
Non ho mai vissuto in una metropoli vera e propria. E lascio la mia Genova, la città dei topi, i suoi tramonti sul mare, i suoi silenzi di lame bianche, la sua veste decadente per il delirio della Capitale.
Con le sue antennte sui palazzi,
con i suoi tramonti acidi,
con il calore chiassoso dei romani,
con i litri di alcolici che ho ingerito e rovesciato in pochi giorni..
Roma che ha una luce magnifica in primavera.. (ma diocane è senza mare…)
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Sono passati pochi giorni, troppo pochi, per dare un senso alle emozioni di un altro sradicamento. Sono cose che devo elaborare, momenti di fibrillazione, un cambiamento radicale.
Per questo intatanto mi limito a lasciare qualche cartolina.

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Sui risultati elettorali volutamente non apro parentesi..